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Indice
Simulazione seconda prova 2026
Testo della prova
Il testo della prova è una versione semplificata e adattata della seconda prova della sessione suppletiva del 2025, dove la materia era sistemi invece che TPSEE.
Prima parte
Ipotesi
Dopo aver letto il testo si fanno queste ipotesi:
- il nastro trasportatore è sempre in funzione
- l'attivazione degli stopper blocca i vasetti mentre il nastro scorre sotto di loro (i vasetti non bloccati avanzano)
- dai disegni e dal testo si vede che l'impianto è in grado di processare più vasetti contemporaneamente
- non c'è una sequenzialità per l'intero impianto ma si possono gestire separatamente:
- il nastro trasportatore con l'espulsore K2
- la stazione di singolarizzazione/riempimento
- la stazione di tappatura
- la stazione di ispezione e scarto
- solo le stazioni di riempimento e ispezione prevedono una sequenza di operazioni che giustifichi un SFC
- la cella di carico non va condizionata, è sufficiente calcolare il guadagno richiesto determinando il valore di tensione corrispondente al peso del vasetto pieno
- tutti gli attuatori pneumatici sono monostabili, con ritorno automatico quando disattivati, per K1 è previsto almeno un finecorsa avanti (si può fare la stessa ipotesi per K2)
- il sistema di visione con camera va attivato con un segnale in uscita del PLC
- il PLC legge i segnali DONE (1 = elaborazione camera terminata) e BAD (1 = posizionamento errato, 0 = posizionamento corretto) per decidere se attivare K1
Ingressi, uscite e altro
Leggendo il testo della prova individuiamo ingressi e uscite, timer e contatori.
Ingressi digitali
| nome | descrizione |
|---|---|
| A | sensore stazione riempimento (1 = presenza vasetto) |
| B | sensore stazione tappatura (1 = presenza vasetto) |
| C | sensore stazione ispezione (1 = presenza vasetto) |
| D | sensore fine nastro (1 = presenza vasetto) |
| FCK1 | finecorsa espulsore K1 (1 = movimento completato) |
| FCK2 | finecorsa espulsore K2 (1 = movimento completato) |
| DONE | elaborazione camera terminata |
| BAD | posizionamento coperchio errato |
Ingressi analogici
Il segnale della cella di carico, condizionato dall'amplificatore per strumentazione, viene acquisto in un ingresso analogico del PLC. Il valore numerico viene normalizzato e scalato e il valore corrispondente in milligrammi è reso disponibile nella variabile di tipo intero PESO.
Uscite digitali
| nome | descrizione |
|---|---|
| NASTRO | nastro trasportatore |
| S1 | stopper pneumatico S1 |
| S2 | stopper pneumatico S2 |
| S3 | stopper pneumatico S3 |
| MIN | attivazione valvola dosatore al 20% |
| MAX | attivazione valvola dosatore al 100% |
| TAP | attivazione tappatrice |
| CAM | attivazione sistema di visione |
| K1 | espulsore pneumatico K1 |
| K2 | espulsore pneumatico K2 |
Timer
| nome | descrizione |
|---|---|
| TON1 | timer disattivazione A, PT = 2s |
| TP1 | timer tappatrice, PT = 2s |
Contatori
| nome | descrizione |
|---|---|
| CTU1 | contatore vasetti a fine linea con CU = D, PV = 3, RESET = FCK2 |
Punto 1
Le specifiche della cella di carico indicano la portata (1 kg) e la sensibilità data come valore di tensione a fondo scala per Volt di alimentazione. Alimentando a 10 Volt il segnale differenziale sarà 100mV/kg. Si distinguono questi valori:
- cella di carico senza vasetto Vd = 0 mV
- vasetto vuoto Vd = 0.15*100 = 15 mV
- vasetto con 200g di miele Vd = (0.15+0.2)*100 = 35 mV
- vasetto pieno con 250g di miele Vd = (0.15+0.25)*100 = 40 mV
Allora il guadagno richiesto per ottenere 10 Volt quando il vasetto è pieno sarà Av = 10/0.04 = 250
Punto 2
E' sufficiente fare un blocco che evidenzi ingressi e uscite come definiti sopra, eventualmente specificando gli indirizzi e distinguendo l'ingresso analogico. Circa i componenti utilizzati si possono fare queste ipotesi:
- i sensori A, B, C e D sono fotocellule a infrarosso, con elemento foto-emettitore a LED e ricevitore a fototransistor, alimentati a 24V in continua e con segnale in uscita 0-24V DC
- i finecorsa sono meccanici con contatti normalmente aperti (per semplicità, altrimenti sarebbe più corretto usare contatti NC)
- il sistema di visione accetta è attivato da un segnale digitale in ingresso a 24V e produce due segnali digitali 0-24V in uscita per indicare il termine dell'elaborazione e l'errore di posizionamento del coperchio
- l'elettrovalvola del dosatore è pilotata da due segnali digitali 0-24V DC che producono tre combinazioni: valvola chiusa, valvola aperta al 20% e valvola aperta al 100%
- la tappatrice, alimentata a 230V in alternata, si attiva con un segnale digitale 0-24V DC
- gli attuatori pneumatici sono cilindri pneumatici a semplice effetto pilotati da elettrovalvole di tipo 3-2 con bobine a 24V DC
Punto 3
Nastro trasportatore e K2
Il nastro è sempre attivo. L'espulsore K2 è comandato dal contatore CTU1 che attiva la sua uscita dopo 3 impulsi del sensore D. Il finecorsa FCK2 resetta il conteggio disattivando K2.
Stazione di tappatura
La tappatrice TAP è comandata da un timer a impulso TP1 che attiva la sua uscita per un tempo pari a 2 secondi quando il segnale del D passa al livello alto. Lo stopper S3 viene comandato insieme alla tappatrice.
Stazione di singolarizzazione/riempimento e di ispezione/scarto
Le due stazioni sono gestite in maniera indipendente con gli algoritmi descritti dai seguenti diagrammi SFC.
SFC
Tralasciamo lo schema a blocchi, che è banale, e passiamo all'algoritmo che descriviamo con un diagramma SFC. Nel diagramma non ci sono i contatori perché incrementano il loro valore con dei segnali e non con il passo attivo. L'algoritmo ipotizza che il composto vada preparato dopo ogni deposito in una cella del magazzino ma si poteva supporre che il preparato fosse sufficiente a riempire tutte e quattro le celle; il testo non è chiaro al riguardo.
Punto 2
Punto 3
Il rapporto di riduzione richiesto si ottiene dividendo la velocità di un MAT a 4 poli (circa 1500 giri/m) per quella richiesta:
`i=n_(mot)/n_(mesc)=1500/40=37,5`
Alla velocità di 40 rpm la coppia resistente vale:
`C_r=60+1,17 ((40 cdot 2 pi)/60)^2=80,5 Nm`
La potenza richiesta dal mescolatore è:
`P=C cdot omega = 80,5 cdot (40 cdot 2 pi)/60 = 337W`
Tenendo conto del rendimento del riduttore la potenza minima del motore è:
`P_(min)=P/(0,75)=449W`
Si sceglie allora un motore da mezzo chilowatt.
Punto 4: condizionamento
Il circuito proposto è questo:
La soluzione non è per niente banale e viene da qui.
Il circuito richiede guadagno 16 fino a 250mV. Questo si può imporre con opportuni valori di R1 e R2. Fino a questa soglia U2 satura (la tensione sull'ingresso invertente è maggiore di quella sull'ingresso non invertente), il diodo risulta interdetto e il ramo con R3 è interrotto.
Quando V1 supera i 250mV il guadagno richiesto è 24 (ΔVo/ΔVin) con un offeset di -2V (0.5*24=12V ma si vogliono 10V in uscita). In questo range di valori l'operazionale U2 e il diodo si comportano come un buffer e ci sono 250mV costanti applicati a R3. La tensione in uscita si calcola con la sovrapposizione degli effetti considerando separatamente la sola V1, in configurazione non invertente con guadagno R1/(R2 || R3), e la tensione costante di 250mV, in configurazione invertente con guadagno -R1/R3). Imponendo guadagno 24 si ottiene:
`24=1+(R1)/(R2 ∥ R3)`
dove, sostituendo i valori di R1 e R2 si ottiene R3 = 1,875Ω



